Alcune delle mie poesie...

 

LA LUNA NEL LAGO

Emergi , lentamente, dagli abissi del lago,

immensa, lucente, impavida.

Doni chiarore all'oscurità,

mentre continui la tua risalita

per incastonarti come un rubino,

tra i diamanti del creato.

Ad un tratto ti fermi immobile,

come donna vanitosa,

ti guardi nello specchio d'acqua immobile nel lago.

"Ecco sono pronta!", ti sento sussurrare,

pronta a proseguire il tuo cammino,

a negarti all'eterno corteggiamento del sole,

che non si rassegna nell'inseguirti.

Tu sei ad un passo da me,

ferma se mi fermo,

al mio fianco se cammino,

mi accompagni nella notte buia,

ma resti bella e inafferabile,

metafora dell'amore,

mistero del mio cuore.

 

TREMITI

Piccolo neo sulla lunga pelle chiara dell'Adriatico,

la tua presenza rende unico questo mare.

Lembo di terra arida e pungente,

lembo di terra di sofferenza e d'esilio

lembo di terra abbandonata e umiliata,

così ti mostri al passante disattento.

Il tuo cuore emana profumi intensi,

di liquirizia e di piancospino,

il mare, con respiro ansimante,

bagna dolcemente il tuo corpo,

il canto dei gabbiani,

copre il lamento di chi sospirò.

Lembo di terra rigogliosa e armoniosa,

lembo di terra d'amore e di speranza,

lembo di terra riscattata e viva,

da te corro ogni volta per ritrovar me stesso.

 

I SENSI DELL’AMORE

Se riuscissi a liberare il cuore,

comincerei a volare sereno,

e queste lacrime amare

vestirebbero un buon sapore.

Se conoscessi l’amore,

ovunque lo andrei a cercare,

per potergli urlare

tutto il mio dolore.

Se amare fosse facile,

starei abbracciata a lei,

e il canto delle nuvole,

il suono del vento,

l’odore del mare,

la luce del sole,

racconterebbero una meravigliosa storia,

... la nostra.

 

 

DOMINA, OH CUORE

Domina, oh cuore

questo pensiero d’amore

che l’animo fa sognare,

ma non fa respirare.

Domina, oh cuore

questo forte dolore

che mi fa tramortire,

e purtroppo soffrire.

Dammi, oh cuore

la forza di amare,

il coraggio di osare

e mai più sospirare.

 

INNO ALLA LUNA

Terra lontana,

terra deforme,

terra arida,

terra rotonda.

Luna di marmo,

luna di sale,

luna nera,

luna di sangue.

Luna dei soli,

luna dei sogni,

luna dei pazzi,

luna di luce.

Chi ti oscura stanotte?

Chi ti trasforma?

Chi ti accarezza?

Chi ti distrae?

Unica stella che non scompari,

Unica donna che non tradisci,

Dona luce a questa notte,

Dona luce a questa vita.

 

 

HO SMESSO

Ho smesso di credere alle fate,

ho smesso di rincorrere falsi miti,

ho smesso di fumare.

Ho smesso di abbracciare gli amici,

ho smesso di credere all’altruismo,

ho smesso di bere.

Ho smesso di sedermi in braccio a mamma,

ho smesso di fidarmi di chi mi adula,

ho smesso di ascoltare musica rock.

Ho smesso di credere alla fedeltà,

ho smesso di cercare di capire le donne,

ho smesso di mangiare dolci.

Ho smesso di avere certezze,

ho smesso di rivendicare,

ho smesso di urlare.

Ho smesso di confidare in tutte le regole,

ho smesso di coccolare chi mi ama,

ho smesso di leggere per dovere.

Ho smesso di avere rimpianti,

ho smesso di sentirmi ridicolo,

ho smesso di pregare a comando.

Vedi, Erenia, tutto cambia.

E seppur ho smesso di fare molte cose,

non ho smesso di sognare e di amare,

e per questo sono certo di non aver smesso di vivere.

 

DI FRONTE AL MARE

Mi piace immaginarti di fronte al mare,

il vento ti sfiora il viso,

i capelli vibrano nell'aria,

come spighe di grano.

Ferma, immobile, lo sguardo fisso verso l'orizzonte,

sereno e deciso.

Mi piace immaginarti di fronte al mare,

le guance rose, accaldate,

le labbra pronunciate, carnose.

Immersa nei tuoi pensieri, nelle tue speranze,

confusa nelle tue certezza.

Il sole va a nascondersi all’orizzonte,

la riva smette di ondeggiare,

il cielo si colora di un pallido rossore.

Una lacrima scivola sul tuo viso,

un pensiero vola, alla tua metà che manca.

 

 

BACIO

Arrivi dopo le carezze, gli sguardi innamorati,

complesso di sensazioni, espressione dell’amore,

rappresenti la prima unione di due corpi.

Si guardano gli occhi sempre più vicini,

si annusa l’odore della pelle, si sente il respiro ansimante,

si tocca dolcemente il viso, si gusta il sapore della lingua.

Sintesi dei sensi, sintesi dei sentimenti.

Finiranno le parole,

finiranno le prove d’amore,

finiranno i gesti,

ma basterà un bacio,

ed il resto è inutile.

 

AL CONTADINO

Curvo,

gli occhi rivolti alle aride zolle,

il tempo cadenzato dal rumore della zappa,

mentre affonda nel ventre della madre terra.

Il sapore salato del sudore,

offre refrigerio alle tue labbra,

scolpite dal sole.

Il canto della cicala festante,

stona di fronte al gemito della tua atavica fatica.

Ti ergi, e poggiandoti al tuo attrezzo,

guardi l’ondeggiante e sfuocata natura,

per la “calandrella”,

e il corpo nudo e fecondo dell’amata terra.

La smorfia di sofferenza

sul tuo viso,

si trasforma in uno splendido sorriso.

 

MELANCONIA

In questa notte oscura e fredda, respiro l’odore

acre del fuoco che brucia la mia anima.

E tra la nebbia e il buio eterno, sento in

lontananza il rumore dei tuoi passi cadenzati.

La tua bellezza non sfiorisce nel tempo!

Vedo i tuoi capelli vibrare nell’aria, la tua pelle liscia, il tuo corpo scolpito,

il tuo viso cupo che s’intona col tuo vestito scuro.

Tu, così bella, puoi ingannare qualsiasi animo.

Come il sole cadenza il giorno, così tu cadenzi la mia vita.

Ho sofferto della tua presenza,

ho lottato per non averti,

ho avuto paura che mi lasciassi,

ho riso nell’allontanarti,

ho gioito nel respingerti,

ho sperato di non rivederti.

E invece sei qui! Tu mi conosci, come io conosco te.

Ma questa sera non combatteremo, non urleremo.

Questa sera sono stanco.

E allora vieni, vieni pure, avvolgimi, abbracciami

In questa notte oscura, in questa esasperante

solitudine, ho la forza per dirti, piangendo:

“Bentornata Melancònia!”

 

PRIMA VERA

In questo giorno caldo e luminoso,

respiro il profumo del biancospino

che risveglia la mia anima,

e sento il soffio del vento scivolare

tra il verde grano tenero per condurmi a te.

Il sole mi abbaglia così forte da confondere la tua figura.

Resti un ombra, dai contorni irregolari,

indefinita, ma splendida come sempre.

Ora il tuo volto prende forma: i tuoi capelli

del colore del grano maturo,

i tuoi occhi come le colline pronte per la semina,

il tuo sorriso come la pace e la purezza delle montagne innevate,

la tua pelle ambrata come una distesa

di sabbia purissima, vellutata, calda,

le tue mani lisce e delicate, fresche

come l’erba bagnata dalla rugiada,

le tue labbra rosse e carnose come le succose ciliegie,

il tuo profumo come miele, come mandorlo in fiore.

Eccoti nella tua immensa magnificenza

vicina al mio esile e stanco corpo.

La tua bellezza confonde il creato.

Quanto ti ho aspettato, quanto ti ho cercato,

quanto ti ho invocato!

Ho confuso i miei anni in una ricerca continua,

tra esaltazione e malinconia,

tra curiosità e apatia,

tra intraprendenza ed entropia.

Il tuo calore riscalda il mio animo

e cancella ogni segno del tempo.

Tutto sparisce: paure, ansie, dubbi,

angosce, timori, remore.

Finalmente sei con me.

In questo caldo e luminoso giorno,

in questa splendida natura, ho il coraggio di sussurrarti serenamente :

“Benvenuta Prima Vera”.